definitiva
Relativamente ad un procedimento avviato per la realizzazione di un cimitero, si premette che:
-che le ditte interessate non hanno accettato l'indennità calcolata applicando il VAM;
-che è pendente giudizio di opposizione alla stima;
-che il comune ha emesso decreto di esproprio per le ditte interessate;
-che successivamente, l'Ente alla luce della sentenza costituzionale n. 181/2011, ha rideterminato l'indennità in aumento rispetto al VAM prima calcolato, con stima redatta dall'Agenzia del territorio;
-che alle ditte interessate è stata comunicata la nuova indennità;
- che nel decreto di immissione in possesso le ditte interessate hanno ribadito la volontà di continuare nel giudizio;
Tanto premesso all'indomani dell'immissione in possesso la ditta ha richiesto: " autorizzare allo svincolo ovvero al pagamento delle suddette somme versate a titolo di indennità provvisoria;
con separata nota ha richiesto il pagamento delle restanti somme derivanti dalla rideterminazione dell'indennità che seppur impegnate non sono state ancora vincolate con ordinanza presso la cassa DD.PP.
Tanto premesso si chiede se l’ente. può procedere alla erogazione delle somme così come richiesto pur non avendo ricevuto una incondizionata ed esplicita accettazione delle stesse.
Il Procedimento oggetto di quesito, dichiarato di P.U. con l’approvazione del progetto definitivo, prevede l'acquisizione di aree per la realizzazione di manufatti a servizio della fognatura pubblica nonché l'asservimento e occupazione temporanea di aree su cui insisterà la fognatura di progetto;
Dovendo procedere all'emissione dei decreti, considerando che durante i lavori di posa, l'ubicazione delle tubazioni potrebbe subire variazioni, si è ipotizzata l'emissione e notifica di decreti aventi a oggetto la sola occupazione temporanea delle aree (comprese quelle in seguito da asservire) facendo riferimento all'art. 22bis, il tutto per acquisire la disponibilità eseguendo nei 3 mesi successivi le immissioni in possesso;
Nei succitati decreti sarebbe presente la "proposta di indennità di asservimento" da formalizzarsi poi con l'emissione di un secondo decreto (di solo asservimento), da notificare solo dopo l'effettiva posa della tubazione sui fondi.
Possiamo ritenere corretto l'iter ipotizzato? In merito al versamento delle indennità come potremo comportarci? Per le aree interessate progettualmente da esproprio vero e proprio, l'iter sarebbe quello previsto dall'art. 22?
Per l'esecuzione di una nuova strada regionale si è proceduto all'occupazione d'urgenza dei terreni ai sensi dell'art. 22 bis e notificato un'indennità provvisoria ai proprietari ed a seguito delle accettazioni, versati gli acconti dell'80%. Al momento di redigere i relativi piani di frazionamento e calcolare i saldi da dare ai proprietari si è riscontrato in alcuni casi che, a causa di una minore superficie in esproprio, gli acconti versati sono maggiori del saldo così calcolato. Il problema è stato sicuramente il modo di calcolo delle superfici del piano particellare che ha fatto riferimento ad una mappa catastale piuttosto difforme dalla realtà e di difficile adattamento al rilievo del terreno. Comunque adesso si presenta il problema che ad alcuni proprietari bisogna chiedere il rimborso di parte di questi acconti. Prima domanda: è giusto chiedere la restituzione di parte della somma data in acconto oppure si può chiudere la procedura con l'importo versato anche se maggiore del dovuto? Seconda: in che forma si può chiedere questa restituzione? Si notifica e poi si chiede dando anche una scadenza?
Negli anni si è provveduto per scopi di interesse pubblico ed in assenza di un provvedimento di esproprio ad occupare un edificio, in parte di proprietà privata.
Ora l’amministrazione comunale intende provvedere all’acquisizione della porzione di proprietà privata.
Gli attuali eredi dei proprietari si sono dichiarati favorevoli all’acquisizione da parte del Comune e non pretendono indennizzi di sorta, l’unica condizione posta, è che il passaggio di proprietà avvenga mediante decreto espropriativo poiché vivono all’estero e non intendono sostenere spese per venire a sottoscrivere l’atto, rilasciare procure o altro.
Chiedo: posso acquisire la proprietà di cui sopra, mediante decreto espropriativo utilizzando l’art. 42 bis del T.U. anche senza indennizzo ed eventualmente come devo procedere?
Il presente quesito per chiedere se è possibile utilizzare la Legge 410/2001, art.1, per acquisire al patrimonio del Comune un'area verde, utilizzata per uso pubblico da oltre vent'anni, sempre mantenuta dal Comune stesso e previo consenso del proprietario.
E’ corretta la procedura per trascrivere il bene al patrimonio comunale previa approvazione del Consiglio e trasmissione della delibera all'Agenzia del Demanio per l'emissione di un decreto che ha effetto dichiarativo della proprietà a favore del Comune?
In una procedura espropriativa, in cui ha trovato applicazione la situazione d'urgenza ex art. 22 bis del D.P.R. n. 327/2001 e s.m.i., il soggetto espropriato non ha condiviso l'originaria quantificazione dell'indennità attivando il meccanismo della terna peritale ex art. 21 del citato D.P.R.. A seguito di produzione della relazione peritale il soggetto espropriato ha formalmente accettato la quantificazione dell'indennità come determinata "complessivamente" dal terzo tecnico di nomina giudiziaria.
Sottolineato che il terzo tecnico di cui sopra ha quantificato "complessivamente" l'importo esplicitando espressamente di non entrare nel merito degli interessi legali, il soggetto espropriato ha richiesto, con successiva istanza, il calcolo degli interessi di legge nonché il maggior danno da svalutazione monetaria.
Ebbene, nel caso specifico, è possibile per l'amministrazione interpretare il comma 6 dell'art. 20 (richiamato dal disposto di cui all'art. 22 bis) sostenendo il mancato diritto agli interessi nella misura del tasso legale atteso che il proprietario espropriato non ha "originariamente" condiviso la determinazione dell'indennità bensì attivato la procedura di terna peritale?
In altri termini, è possibile ancorare il riconoscimento degli interessi legali all'ipotesi di immediata non controversa condivisione dell'indennità?
Esiste giurisprudenza sul punto?
Talvolta, in attesa dell'avvio di un procedimento espropriativo, l'Amministrazione ricorre alla sottoscrizione dei cosiddetti verbali di cessione bonaria (corrispondenti a una sorta di contratto preliminare di vendita immobiliare), recanti la quantificazione economica del bene, ma non sottoposti alla quantificazione imposta dalla Commissione Espropri, quindi pressochè ricadenti nella libera contrattazione. Tali accordi servono sostanzialmente a celerizzare e semplificare l'acquisizione.
Con il presente si chiede se sia necessaria, previamente all'utilizzo di tale strumento, la dichiarazione di pubblica utilità.
Il Comune ha avviato la procedura espropriativa di immobili necessari per la realizzazione di un’opera pubblica.
Dopo aver comunicato l’avvio del procedimento mediante affissione all’albo pretorio del comune e pubblicazione su un quotidiano della comunicazione in quanto i destinatari erano superiori a 50; è stata eseguita l’occupazione d’urgenza ai sensi dell’art. 22 bis, con la relativa immissione in possesso.
La maggior parte degli intestatari catastali sono deceduti, sono state presentate autocertificazioni da parte dei proprietari presunti che hanno firmato la cessione volontaria dei terreni e percepito l’80% dell’indennità, mentre per alcuni mappali non è stato possibile reperire i proprietari reali.
Dovendo emettere il decreto finale quali sono i passaggi da rispettare?
Quesito
1. Per i terreni dove è stata autocertificata la proprietà e firmata la cessione volontaria e non è stata prodotta la documentazione attestante la proprietà per la liquidazione del saldo, è possibile depositare il 20% alla Cassa Depositi e Prestiti ed emettere il decreto senza doverlo notificare ai proprietari presunti?
2. Per i terreni dove non è stato possibile reperire i proprietari, nonostante l’avvio del procedimento reso pubblico ai sensi di legge, come ci si deve comportare?
3. È sufficiente pubblicare il decreto finale all’albo pretorio del comune, sul sito informatico del Comune e della Regione?
Nell'ambito dell'applicazione dell'art 22 bis, ad oggi, abbiamo provveduto alla notifica ai vari proprietari (irreperibili e reperibili) dell'avvio del procedimento di approvazione del progetto definitivo e della dichiarazione di pubblica utilità con raccomandata A/R, espletata per gli irreperibili con l'affissione per 20 gg all'albo pretorio del comune di ubicazione degli immobili e con la pubblicazione per estratto dell'avviso di avvio del procedimento sul quotidiano locale.
Chiedo una ulteriore conferma: la comunicazione della data di efficacia dell'atto di dichiarazione della P.U per i reperibili avviene con raccomandata A/R, per gli irreperibili deve sempre avvenire con affissione nell'albo pretorio e pubblicazione per estratto dell'avviso di avvio del procedimento su di un quotidiano locale?
Trascorsi i 20 giorni possiamo procedere all'emissione del decreto di occupazione e determinazione indennità provvisoria, notificandolo con atto giudiziario? Per gli irreperibili lo notifichiamo al comune in cui è ubicato l'immobile? Poichè tale comunicazione comprende anche l'indicazione di luogo e giorno e ora di redazione del verbale di immissione in possesso, nel caso di irreperibili, è sempre possibile occupare il terreno e con quale modalità?
Stiamo operando per la realizzazione di una nuova strada con la procedura per l'occupazione d'urgenza in base all'art. 22 bis. Abbiamo già fatto tutte le immissioni in possesso ed occupato le aree previste nel piano di esproprio. A seguito della redazione del progetto esecutivo da parte dell'impresa appaltatrice (appalto integrato), alcune particelle non sarebbero più interessate all'esproprio. Questo non tanto perché l'opera è cambiata, ma perché alcune aree, che dalla sovrapposizione della mappa al progetto definitivo sembravano interessate, ora non sono necessarie alla realizzazione dell'opera. Mi trovo quindi in dovere di restituire tali aree ai proprietari ma mi pongo un quesito:
- devo notificare la modifica al piano particellare d'esproprio oppure è sufficiente invitare i proprietari sul posto per la redazione di un verbale di restituzione delle aree e verifica dello stato in cui sono restituite? (nel nostro caso nessun danno).
- devo comunque pagare l'occupazione temporanea anche se non abbiamo utilizzato in nessun modo tali aree?
Questo ente ha determinato l’ indennità espropriativa provvisoria e notificato la stessa agli aventi diritto, ai sensi di quanto disposto dall’ art.20 del DPR 327/01.
Considerato che una ditta, propritaria di una area da acquisire, ha prodotto, nei termini dovuti osservazioni in merito alla determinazione dell’indennità e che è in corso la procedura di pubblicazione del Bando di gara per l’appalto della progettazione esecutiva e realizzazione dei lavori, relativi all’ampliamento del cimitero comunale, si chiede di sapere :
1. Se l’Ente può procedere all’immissione in possesso delle aree con regolare avviso e/o decreto di occupazione verso la ditta che non ha accettato l’indennità provvisoria senza attendere l’emissione del Decreto di Esproprio .
In ogni caso si richiede di conoscere la giusta procedura da adottare .
Il comune ha previsto la creazione di una nuova strada di collegamento a servizio di un intervento commerciale privato, affidando la progettazione e la realizzazione della stessa al privato attuatore dell’intervento, a scomputo degli oneri di urbanizzazione. A tale fine è stata approvata una variante urbanistica atta a permettere l'esproprio, sono state inviate le opportune comunicazioni per l'apposizione del vincolo e all’operatore privato è stato rilasciato il permesso a costruire.
Come procedere alla dichiarazione di pubblica utilità e all’esproprio delle aree necessarie alla realizzazione della nuova strada?
Questo comune, ha provveduto al deposito presso la Cassa DD.PP. dell’indennità provvisoria d’esproprio non accettata e ha richiesto la determinazione dell’indennità definitiva alla Commissione Provinciale Espropri, procedendo nel contempo all’emissione del decreto d’esproprio ed alla relativa esecuzione mediante immissione in possesso.
La stima definitiva della Commissione Espropri, che confermava l’indennità provvisoria determinata dal Comune, veniva regolarmente notificata ai proprietari, nonché pubblicata all’Albo Pretorio.
Prima della scadenza del termine previsto per la presentazione dell’opposizione alla stima i proprietari presentavano istanza di svincolo dell’indennità di esproprio (che a tale data risultava ancora “provvisoria”) depositata presso la Cassa DD.PP., senza peraltro allegare alcun tipo di documentazione inerente la libertà e proprietà del bene.
Si chiede se lo svincolo debba essere effettuato ai sensi dell’art. 26 c. 5 del DPR 327/2001, o essendo nel contempo l’indennità divenuta definitiva, debba eseguirsi (previa acquisizione della prescritta documentazione inerente la proprietà del bene) ai sensi degli artt. 27 e 28.
Trattasi di realizzare un progetto per il quale non è prevista l’espropriazione, ma necessita occupare aree per esigenze di cantiere, con successiva restituzione del bene occupato. Quali sono i presupposti per applicare i criteri di cui agli artt. 49 e 50 DPR 327?
Ho necessità di chiarimenti sulla Guida n. 15 - La determinazione dell'indennità di asservimento per terreni agricoli o non edificabili - realizzata dal vostro sito. Mi è tutto chiaro quanto illustrato nella guida richiamata tranne l'ultimo punto, il 6, dove è specificato il conteggio per la maggiorazione di cessione volontaria nel caso di proprietari coltivatori diretti del fondo. Perché la moltiplicazione è per due e non per tre? Ed inoltre la triplicazione non è prevista solo in caso di abbandono del fondo (I1)e quindi come mai sono state aggiunte anche le indennità I2 e I3?
Dopo aver mandato tutte le notifiche ai proprietari, con una nota formulata adoperando il modello fornito dal vostro sito, a tre giorni dall'immissione, un proprietario mi ha chiesto il differimento delle operazioni. Mi chiedo come sia possibile che il comune non possa seguire il decreto. Deve bloccare tutto?
Nel caso di una procedura espropriativa qualora il proprietario sia anche coltivatore diretto la triplicazione dell'importo, di cui all’art. 45, è dovuta sempre o solo nell'ipotesi della cessione volontaria? Se la procedura dovesse proseguire senza un accordo e pertanto con la determinazione dell’indennità definitiva dalla Commissione Provinciale Espropri o dal Collegio Tecnico il proprietario coltivatore mantiene il diritto alla triplicazione?
Dovendosi procedere all’acquisizione delle aree per la realizzazione di opere di urbanizzazione all’interno di un P.E.E.P. si chiede se l’avvio del procedimento per l’adozione del piano andava fatta ai sensi dell’art. 11 o dell’art. 16:
Durante la redazione dei verbali degli stati di consistenza, alcuni proprietari hanno richiesto l'acquisizione di alcuni reliquati o frazioni di particelle che sarebbero staccate dal corpo principale dalla realizzazione della nuova strada e secondo loro divenuti inutilizzabili ai fini agricoli. Alcune frazioni sono realmente reliquati, altre sono più estese (da 500 a 3000 mq), ma secondo loro più scomode da raggiungere.. Come si possono definire tali aree visto che l'accessibilità sarà in ogni caso garantita? esiste una definizione di reliquato? Ed infine, se l'ente decide di acquisirli, devo applicare le maggiorazioni previste in caso di cessione volontaria (triplicazione o aumento del 50%)?
Siamo nella necessità di apporre il vincolo preordinato all'esproprio relativamente la realizzazione di un'opera che necessita di esproprio.
Ad oggi l’Ente, ha proceduto alla sola approvazione del progetto preliminare
A questo punto chiedo se per ottenere apposizione del vincolo preordinato all'esproprio la procedura a seguito riportata è corretta:
- comunicazione. al comune di competenza di richiesta di apposizione del vincolo preordinato. all'esproprio in riferimento al comma 3 dell’art 19;
- comunicazione ai privati di avvio di procedura espropriativa.
Le aree espropriate per la realizzazione di una pista ciclabile sono state limitate al solo ingombro della pista e non alle scarpate, ipotizzando che queste ultime rimanessero in capo all'espropriato.
Considerando che, a seguito dell'emissione del decreto di esproprio, la ditta catastale ha impugnato il decreto ed ogni altro atto consequenziale e che è prossima l'esecuzione dei lavori (i lavori sono stati aggiudicati provvisoriamente), si chiede, al fine di evitare che la ditta catastale possa interrompere i lavori perché interessanti un'area non acquisita, come procedere all'acquisizione delle aree occupate dalle scarpate non previste nel piano particellare.
Al fine di ottenere l'indennità di cui all'articolo 42 delT.U.E. viene esibita, al posto di un contratto di affitto dei terreni, regolarmente registrato, una "Dichiarazione Sostitutiva dell'atto di Notorietà" con la quale l'interessato dichiara di condurre a titolo gratuito dei fondi oggetto di espropriazione. Completa la dichiarazione asserendo che ai sensi della Risoluzione n. 14/E del 06/02/2001 del Ministero delle Finanze, la dichiarazione in argomento non è soggetta a registrazione.
Tale dichiarazione è sufficiente per il riconoscimento dell'indennità prevista? Ed in che cosa consiste la Risoluzione n. 14/E del 06/02/2001 del Ministero delle Finanze, di difficile reperimento?
Si richiede, in merito al pagamento dell'interesse legale sull'indennità di espropriazione (art. 20 comma sei, richiamato dall'art. 22 bis comma 3 T.U.), se sia applicabile a qualsivoglia terreno espropriato (edificabile o agricolo), laddove nel procedimento ante T.U. si applicava soltanto ai terreni edificabili.
Si chiede inoltre se la corresponsione dell'interesse legale sia alternativa all'indennità di occupazione, sempre prevista dall'art. 22 bis, comma cinque, e se sì per quale (edificabile o agricolo).
Si chiede infine se l'indennità di occupazione, prevista dall'art. 50 comma uno, sia computata sulla base dei metri quadrati iniziali (ante frazionamento), o finali (successivi al frazionamento).
Si chiede se l’indennità aggiuntiva spettante al proprietario diretto coltivatore è o meno dovuta nel seguente caso:
- in gennaio 2009 è deceduto un proprietario che era diretto coltivatore di un mappale interessato da esproprio per realizzazione di opera pubblica per la quale è stato approvato il progetto definitivo e dichiarata la pubblica utilità in data successiva al decesso ovvero giugno 2009.
Gli eredi del deceduto, ai quali verrà prossimamente notificata l’indennità provvisoria, chiedono che venga liquidata loro l’indennità aggiuntiva che sarebbe stata dovuta al familiare deceduto che era coltivatore diretto del bene oggetto di esproprio, e al quale non è subentrato nessuno degli eredi nella coltivazione del terreno.
Negli anni settanta sono stati emessi dei decreti regionali di esproprio al fine di realizzare un frigomacello. Subito dopo sono stati redatti gli atti di cessione bonaria innanzi al notaio. L'attività del frigomacello è cessata nel 1998 e trattandosi di beni la cui utilizzazione non rientra nelle finalità previste dall'ente regionale che ha realizzato l'opera si è proceduto all'indizione della gara per la vendita dell'intero immobile e alla aggiudicazione. Il proprietario, venuto a conoscenza di tale vendita, visto il venir meno dell'interesse pubblico sotteso alla realizzazione dell'immobile, chiede la retrocessione parziale del bene. Quali diritti può vantare?
Abbiamo provveduto alle notifiche, ai sensi del comma 4 dell’art. 20 del T.U.E. dell’offerta di indennità di asservimento. Non sono ancora trascorsi i 30 gg per la disponibilità alla cessione volontaria e abbiamo delle trattative in corso.
E' sorto un problema però a livello aziendale e per qualche mese il progetto è congelato (gare-finanziamenti).
Come posso gestire l'iter alla scadenza dei 30 gg considerando che l'occupazione delle aree deve essere rimandata così come non ho la possibilità di pagare le cessioni volontarie nè tanto meno di fare il deposito alla cassa Depositi e Prestiti?
E' possibile, a discrezione della ns. società promotore dell'Esproprio, prolungare la durata della fase della cessione volontaria? La disponibilità alla cessione volontaria da parte della ditta espropriata deve essere sempre comunicata per iscritto o sono sufficienti accordi verbali?
In caso di occupazione temporanea di un terreno agricolo corrispondiamo al proprietario l'indennizzo (come definito dall’art. 50 del T.U.E.)) e al fittavolo non dovremo indennizzare il danno al raccolto?
Nell'ambito della cessione volontaria devo determinare la maggiorazione dovuta a n. 3 proprietari di terreni agricoli (trattasi di n. 1 società in accomandita semplice, e n. 2 società a responsabilità limitata).
I dati catastali confermano che le suddette società sono proprietarie dei terreni agricoli in questione; nel caso delle s.r.l. sono condotti direttamente dalle stesse, mentre per quanto attiene alla s.a.s. esiste un contratto di affitto tra la stessa e un comproprietario.
Devo valutare se riconoscere la triplicazione dell'indennità base o la maggiorazione del 50%?
Purtroppo il progettista che ha redatto il progetto esecutivo ha portato delle modifiche (piccole), a seguito di frazionamenti di terreni, al piano particellare (senza comunicarcele !) che hanno determinato la modifica di qualche mq delle aree da espropriare e di conseguenza delle stime offerte ai sensi del primo comma dell’art. 20 del T.U.E.
Posso procedere nello svolgimento del procedimento iniziato senza reiterare gli adempimenti svolti?
Questo ufficio, si trova a dover definire vecchie pratiche, svolte prima dell’entrata in vigore del T.U.E.
Viene in particolare richiesto il rilascio di decreti definitivi di esproprio per lavori definiti in presenza di tutte le quietanze di pagamento relative alle ditte espropriate. E' legittima l'emissione di siffatti decreti relativi a pratiche alcune vecchie di vari decenni?
Questa Amministrazione deve procedere alla occupazione temporanea di alcuni immobili appartenenti a privati, confinanti con un istituto scolastico di pertinenza dell'Ente, allo scopo di eseguire dei lavori di consolidamento del muro di confine tra le proprietà.
Trattasi di lavori per i quali non è prevista l'espropriazione, nè l'attivazione di alcun procedimento di esproprio,ma solo l'occupazione temporanea, fattispecie elencata all'art. 49 del T.U.E., in quanto alla fine dell'intervento è prevista la reimmissione dei proprietari nel possesso delle aree occupate temporaneamente.
Si chiede quale sia la corretta, completa procedura da eseguire ai fini dell'emissione del provvedimento di occupazione temporanea( pubblica utilità, partecipazione degli interessati, indennità offerta ecc).
Quando nel T.U. E. si indica una notifica da eseguire con "le forme degli atti processuali civili", la notifica stessa va eseguita esclusivamente dall'Ufficiale Giudiziario, oppure l'Ufficio per le Espropriazioni può eseguirla direttamente utilizzando il servizio postale?
Ai sensi dell'art. 13, comma 5, del D.P.R. N. 327 del 2001 è corretta la proroga del termine di durata della pubblica utilità, entro il quale deve essere emanato il decreto di espropriazione, effettuata con determina dirigenziale?
Altrimenti quale organo è autorizzato alla proroga della pubblica utilità?
Nell'ambito dell’accordo di programma è stata stipulata una convenzione di intesa per la realizzazione di lavori di regimazione idraulica di un torrente, sottoscritta tra Regione e diversi Comuni, che assegna ai Comuni, per il territorio di propria competenza, le procedure di asservimento e/o occupazione delle aree private necessarie all’esecuzione dell’opera (di proprietà Regionale che successivamente verrà trasferita agli stessi Comuni). Il nostro comune deve ora procedere all’approvazione del progetto definitivo riguardante il proprio territorio Tuttavia il progetto predisposto prevede anche un'occupazione temporanea di circa mq. 3.000 di un mappale ricadente in un altro comune. E' possibile dichiarare la pubblica utilità dei lavori anche sulla parte di superficie da occupare temporaneamente e ricadente in un altro comune. Occorre tenere presente che l’altro comune a suo tempo ha già provveduto a dichiarare la pubblica utilità per il territorio di competenza, nel quale non rientrava la superficie di cui al presente quesito
Stante quanto disposto dall'art. 3 commi 2 e 3, è di vostra conoscenza se le Amministrazioni Pubbliche effettuino le verifiche sui proprietari reali, al fine di avere tutti gli indirizzi attuali per le convocazioni previste dal procedimento di esproprio? Poiché la non ricerca dei proprietari reali, con i relativi indirizzi, comporta inevitabilmente di incappare in nominativi errati o persone decedute o non aggiornati, causa trasferimenti vari sulla proprietà non registrate, come può quindi essere effettuato il pagamento delle indennità a fronte di proprietari deceduti o privi di indirizzo?
Si richiede se è possibile utilizzare la retrocessione nel caso che segue, e se si, con quali modalità e come determinare il corrispettivo.
Nel 1973, l'amministrazione Comunale acquisiva con atto notarile (e non già con decreto di esproprio), una porzione di terreno a destinazione agricola di mq. 200 (previo frazionamento di un più ampio mappale) al fine di realizzarvi un serbatoio per l'acquedotto comunale.
Tale opera non venne mai realizzata e, oggi, la vedova ed erede dell'allora cedente, richiede di acquisire nuovamente il terreno di che trattasi, in quanto si è sempre occupata di mantenere tale appezzamento pulito e sfalciato ed ora vorrebbe riunirlo alla restante porzione di sua proprietà.
Si sta dunque valutando quale sia la procedura più corretta da seguire, tra un normale atto notarile, l'eventuale richiesta di intervenuta usucapione da parte della richiedente o, appunto, la facoltà di retrocessione.
Si richiede se è possibile utilizzare la retrocessione nel caso che segue, e se si, con quali modalità.
Nel 1973, l'amministrazione Comunale acquisiva con atto notarile (e non già con decreto di esproprio), una porzione di terreno a destinazione agricola al fine di realizzarvi un serbatoio per l'acquedotto comunale.
Tale opera non venne mai realizzata e, oggi, l’ erede dell'allora cedente, richiede di acquisire nuovamente il terreno di che trattasi, in quanto si è sempre occupata di mantenere tale appezzamento pulito e sfalciato ed ora vorrebbe riunirlo alla restante porzione di sua proprietà.
Si sta dunque valutando quale sia la procedura più corretta da seguire, tra un normale atto notarile, l'eventuale richiesta di intervenuta usucapione da parte della richiedente o, appunto, la facoltà di retrocessione.
Con decreto del 1995, è stato espropriato per intero un complesso immobiliare e la relativa indennità provvisoria depositata nella cassa DD.PP.
A seguito di opposizione a stima, la Corte di Appello ha determinato in via giudiziale l'indennità di espropriazione e ordinato il deposito dell'indennità medesima presso la Cassa DD.PP.
Ai fini dello svincolo delle somme relative, quale documentazione chiedere agli aventi diritto, anche nella considerazione che trattasi di esproprio totale e la relativa indennità è particolarmente cospicua?
E' stato emanato il decreto di determinazione dell'indennità provvisoria. La ditta non ha accettato nè ha dichiarato di volersi avvalere del procedimento di stima arbitrale. E' stato, pertanto, disposto il frazionamento dell'area al fine di procedere all'immissione in possesso, previo deposito delle somme offerte ed emissione del decreto definitivo di esproprio. Nelle more, (prima dell'immissione in possesso) si è dovuto procedere alla risoluzione del contratto con l'impresa appaltatrice e i lavori (realizzazione ampliamento strada pubblica) sono stati sospesi.
Si chiede quale sia il comportamento che l'ente deve tenere e se è dovuto un indennizzo per l'avvenuto frazionamento nell'ipotesi in cui i lavori non dovessero più realizzarsi.
Nel caso della costituzione del collegio tecnico previsto dall’art. 21 del T.U. l'Ente espropriante può nominare quale proprio Tecnico lo stesso Geometra Responsabile del Procedimento?
Ed, in caso affermativo, tale prestazione deve essere effettuata a titolo gratuito da parte del Responsabile in quanto dipendente dell'Ente oppure deve pretendere per intero (o parzialmente?) il relativo compenso?
Questo Ente, al fine di costruire una scuola pubblica, deve indennizzare alcuni proprietari i cui terreni ricadono in zona F Istruzione superiore, non qualificabile coma standard di urbanizzazione secondaria.
E’ stato emanato il decreto di determinazione dell’indennità provvisoria in seguito ad una valutazione effettuata dalla Commissione Provinciale Espropri,, ai sensi dell’art.20 D.P.R. 327/2001 che ne ha stabilito il valore venale, ritenendo il terreno edificabile.
Alla luce di quanto sopra, si chiede se sull'indennità debba applicarsi la ritenuta fiscale del 20% prevista dall’art.35 del D.P.R. 327/2001 ?
In caso di accertata presenza dell'affittuario, lo stesso deve essere iscritto negli elenchi dei Coltivatori Diretti al fine di ottenere l'indennità?
E se il terreno è dato in affitto ad una Società, quali requisiti deve avere la stessa al fine di essere riconosciuta come "Imprenditore Agricolo a titolo principale"?
Dobbiamo procedere all'offerta dell'indennità provvisoria ai sensi dell'art. 20, comma 4, relativa a delle aree ricadenti in zona C2 del vigente P.R.G. classificate edificabili.
Nel piano particellare la stima delle aree è stata effettuata con il criterio del valore di mercato pieno ai sensi del primo comma dell’art. 37 del T.U., come modificato ella normativa introdotta dalla legge n. 244/2007.
In caso di accettazione dell'indennità, ai sensi dell'art. 20 comma 5 o di cessione volontaria, l'indennità va maggiorata del 10%?
Il Consorzio di Bonifica deve realizzare dei lavori (arginature, difese di sponda) su un corso d’acqua, la maggior parte degli espropriati ha deciso di cedere volontariamente le aree interessate dai suddetti lavori.
Ad un proprietario, che si era reso verbalmente disponibile ad stipulare la cessione volontaria,
è stata notificata, forse per errore, ai sensi dell’art. 20, la somma offerta per l’espropriazione e comunicato quindi anche il diritto a concludere un accordo di cessione con le modalità previste nell’art. 45 del DPR 327/2001.
Fino alla suddetta notifica al proprietario sono state fatte tutte le comunicazioni previste dal DPR 327/2001 nei termini di Legge.
Ad un mese e mezzo dall’inizio dei lavori, il proprietario non ha accettato, sempre verbalmente, la stima perché a parer suo non più congrua.
E’ possibile, in qualche maniera, prendere comunque possesso del terreno in tempi brevi, per l’esecuzione dei lavori, senza seguire la procedura prevista dell’art. 21 con la nomina del collegio dei tecnici, ecc… che sarebbe a questo punto un pratica troppo lunga?
E' possibile ad esempio passare “in corsa” alla procedura prevista dall’art. 22/bis con richiesta da parte del Responsabile del procedimento dell’emissione del Decreto di occupazione anticipata e d’urgenza, seguito dal verbale di presa di possesso e dalla redazione dello Stato di consistenza, giustificando che i lavori possono essere considerati urgenti in quanto finalizzati alla messa in sicurezza idraulica di un centro abitato e che, tra l’altro, non si hanno ancora i frazionamenti ?
Ai sensi del DPR n. 327/2001, come modificato dalla legge n. 244/2007, un'indennita' per area edificabile offerta con il valore del vecchio art. 37 e con silenzio della proprietà, anche oltre i 30 giorni per accettazione, deve essere rideterminata ai sensi delle modifiche operare con la richiamata legge n. 24472007, oppure depositata con abbattimento 40%?
Questo comune deve procedere a realizzare due rotatorie che in parte insistono su aree di proprietà privata. è stata data comunicazione di avvio del procedimento ai proprietari quali risultanti dai registri catastali.
Un soggetto ci ha risposto comunicando che la sua proprietà adesso è condominiale e gestita da un amministratore di condominio. Si è proceduto a comunicare l'avvio del procedimento a tale amministratore. Scaduti i termini, nessuno ha presentato osservazioni. E' necessario procedere con l'occupazione d'urgenza.
Il decreto di occupazione d'urgenza e immissione nel possesso a chi deve essere notificato?
E' necessario istruire ulteriormente il procedimento per verificare i reali proprietari?
Ai sensi dell'art. 16, comma 14 del T.U. sugli espropri, si chiede in modo dettagliato, quali siano gli atti e la procedura da seguire, qualora all'atto dell'approvazione del progetto esecutivo si manifesti l'esigenza di occupare ed espropriare un altro terreno attiguo a quelli già interessati all'esproprio.Il progetto definitivo è stato già approvato.
Si dovrà attendere l'espletamento della nuova procedura per approvare il progetto esecutivo?
Si ringrazia vivamente.
Rapporto tra determinazione dell'indennità di espropriazione e riduzione prevista dal comma 7 dell'art. 37 del T.U.
L’espropriazione posta in essere dai comuni per attività istituzionali (realizzazione di opere pubbliche) non rientra nel campo dell’Iva in quanto non costituisce manifestazione di attività commerciale.
Il Comune ha attivato una procedura espropriativa per l'acquisizione di alcune aree interessate dalla realizzazione di un parcheggio per auto. Con provvedimento dirigenziale è stata disposta l'occupazione anticipata delle aree in questione ai sensi dell'art.22bis del DPR 327/2001 ed è stata determinata l'indennità provvisoria di esproprio. Nel termine di 30 giorni dall'immissione nel possesso diversi proprietari hanno comunicato all'Ente di "contestare" l'indennità offerta,invitando a rideterminarne la misura alla luce, tra l'altro, della recente sentenza della Corte Costituzionale n. 348 del 24/10/2007 e, contestualmente, hanno designato il proprio tecnico per la costituzione del collegio di periti previsto dall'art.21 del citato DPR.
Ciò premesso,si chiede quali requisiti professionali devono avere i suddetti tecnici per poter far parte del collegio in questione? In particolare, il tecnico nominato dal Comune può essere un dipendente dello stesso?
Questo Ente deve espropriare un’area di circa ha 3.90.00 adibita in parte a pioppeto specializzato al 6° anno di impianto e parte coperta d’acqua (vasche) facenti parte di un complesso di cave ora dismesso.
L’opera da realizzare è un bacino di laminazione delle piene, sfruttando le già intrinseche caratteristiche che la rendono idonea allo scopo (ex cava).
I terreni da espropriare ricadono integralmente in zona omogenea E1 (agricola) e soggetti a tutela paesaggistica.
Il proprietario ha accettato l’indennità provvisoria di espropriazione stimata ai sensi art. 40 T.U.e quantificata con riferimento al seminativo.
Il proprietario ha comunicato solo recentemente l’esistenza di un affittuario coltivatore del pioppeto, il quale ha formalmente richiesto il riconoscimento dell’indennità prevista all’art. 42 T.U.
Lo stesso è persona fisica ed il titolo esibito a comprova della conduzione è un contratto stipulato tra le Parti, non registrato, ne’ sottoscritto da Organizzazioni di Categoria datato anteriormente la data indicata al 1° co. art. 42 T.U.
IN ORDINE ALLE CARATTERISTICHE SOGGETTIVE:
Il presunto affittuario è residente e domiciliato in un comune a circa 90 Km. dal fondo, è iscritto alla C.C.I.A.A. come Commerciante di Legname (attività primaria) e come Coltivatore Diretto (attività secondaria).
IN ORDINE AGLI ACCERTAMENTI ESEGUITI/ELEMENTI INDIZIALI FORNITI
-- Lo stesso, ha dichiarato di coltivare direttamente il fondo (per le operazioni manuali) e di affidare ad un terzista del luogo le fresature annuali di cui il pioppeto abbisogna.
Esistono i presupposti per il riconoscimento dell’indennità aggiuntiva di cui all’art. 42 T.U?
Come procedere alla revoca della sospensiva degli effetti del decreto di espropriazione prevista dal comma 1, lettera f, dell’art. 23 del T.U.?
E’ possibile semplificare il procedimento eliminando la doppia trascrizione?
Nell'ambito di un procedimento espropriativo, attivato ai sensi della L. n° 865/1971, è stata notificata l'occupazione d'urgenza; e, in data 1/02/96, è stato redatto lo stato di consistenza.
Successivamente, in data 21/03/96 è stata notificata la determinazione della indennità provvisoria (ex art.11 legge n. 865/1971) nei confronti della ditta proprietaria; non avendo la stessa accettato l'indennità è stato disposto, con mandato del 25/05/99, il deposito della somma (indennità di esproprio ed occupazione) presso la tesoreria provinciale dello stato a titolo di deposito amministrativo gestione Cassa DD.PP.
La procedura risulta ferma in tale fase, nessun altro tipo di provvedimento è stato adottato successivamente.E' possibile riattivare il procedimento? se possibile, con quali modalità?
Su un terreno viene previsto un esproprio che divide il bene in tre parti: la parte da espropriare, una piccola porzione inutilizzabile dai proprietari e la porzione principale che mantiene tutte le caratteristiche e opportunità dell’immobile originale.
Sulla porzione inutilizzabile 5 proprietari, per la quota indivisa di 5/6, hanno chiesto al Comune l’acquisizione della stessa mentre il proprietario della restante quota indivisa per motivi suoi non è interessato alla cosa.
E’ possibile procedere comunque all’acquisizione di detta porzione di terreno?
Problematiche relative al decreto di esproprio: frazionamento di mappali e operazioni di trascrizione e volturazione catastale.
Si chiede come applicare il regime fiscale, previsto dall'art. 35 del DPR 327/01 in caso di strumento urbanistico privo dell'individuazione delle zone omogenee. In particolare nel caso specifico di terreni espropriati per allargamento di una strada, in zona residenziale, situati quindi sul ciglio strada esterno recinzione o subito all'interno, cui è stata data una valutazione come porzioni residuali, non valutando capacità edificatoria, con un'indennità bassa, seppur non agricola.
In questo caso è necessario applicare la ritenuta del 20%?
In un fondo agricolo da espropriare è stata individuata una costruzione per la quale il proprietario ha richiesto concessione in sanatoria. E' obbligo per l'espropriante valutare la costruzione secondo i parametri usuali oppure si dovrà definire la sola indennità per aree non edificabili calcolata secondo i valori agricoli medi?
Successivamente alla liquidazione agli aventi diritto dell'80% ai sensi comma 3 dellart.22-bis, ci troviamo di fronte al caso in cui il proprietario del fondo è deceduto, gli eredi hanno venduto ed i nuovi proprietari hanno costituito impresa agricola. In questi casi a chi spetta il restante saldo del 20%?
Le maggiorazioni previste per coltivatori o in presenza di affittuario spettano solo al vecchio proprietario o si deve conteggiare il tutto e liquidare il 20% con le maggiorazioni al nuovo proprietario ?
Riguardo alla notifica degli atti di espropriazione, compreso l''avvio del procedimento ex art. 16 del DPR n. 327/2001 per un numero di proprietari inferiore a 50, come ci si comporta se non si riescono a trovare i dati anagrafici e residenza dei proprietari?
Nel caso in cui la ditta esproprianda richieda la conclusione del procedimento ai sensi dell'art. 45 comma 1 o comunque convenga sull'importo dell'indennità, è necessario dar seguito comunque all'iter procedimentale dell'art. 20 (elenco beni, determinazione provvisoria dell'indennità, determinazione definitiva) o lo stesso è un inutile appesantimento della procedura e si può quindi procedere alla stipulazione dell'atto di cessione o in alternativa alla determina di pagamento diretto e emissione del Decreto di espropriazione?
Nell'ambito della procedura di esproprio alcuni proprietari hanno comunicato la nomina di un loro tecnico per la determinazione dell'indennità definitiva con le modalità di cui all'art. 21 del DPR n. 327/2001. Preso atto di tale nomina l'ente ha provveduto alla nomina del proprio tecnico e quindi alla nomina della commissione (formata dai due tecnici in quanto nessuna delle parti ha richiesto la nomina del terzo da parte del Tribunale).
Come devo procedere se, successivamente alla nomina della commissione, i proprietari, tramite il loro avvocato, hanno citato in tribunale l'ente e richiesta la nomina di un CTU per la stima dei beni? Tale citazione blocca la procedura espropriativa ai sensi del DPR? Nel caso non debba bloccare la procedura la stessa citazione equivale alla richiesta della nomina del terzo tecnico?
Faccio presente che, a seguito della non accettazione della indennità provvisoria, si è provveduto ad emettere il decreto di esproprio e ad eseguirlo.
In caso di espropriazione di un terreno in cui vi sia un proprietario ed un usufruttuario come bisogna procedere?
L'indennità va suddivisa?
Dovendo indennizzare un mero usufruttuario quali sono le comunicazioni e le attività che, secondo procedura, andrebbero condotte nei loro confronti?
Come computare l'indennità dovuta all'usufruttuario?
Al proprietario può essere indennizzata anche la parte di diritto dell'usufruttuario?
Uno dei proprietari espropriandi (quota di proprietà 60/1000) di un'area condominiale, si è avvalso del procedimento di arbitraggio art. 21, c. 3 e seguenti per la determinazione in via definitiva dell'indennità di esproprio.
Il Collegio tecnico ha determinato il valore dell'intera area delegando l'ufficio per le espropriazioni di quantificare in millesimi secondo la quota di proprietà l'indennità spettante al richiedente.
Depositata l'indennità determinata dal collegio tecnico, nei termini previsti, il proprietario non ha manifestato l'accettazione.
Trattandosi di accettazione non espressa (silenzio) dell'indennità determinata dal collegio tecnico si procede con il deposito presso la Cassa DD.PP. della differenza tra l'indennità provvisoria già depositata e quella definitiva.
L'indennità provvisoria è stata depositata con la riduzione del 40% in quanto non accettata, per l'indennità definitiva determinata dal collegio tecnico si applica la stessa riduzione ?
Oltre alle parcelle, quali altre spese possono concorrere in quelle da porre a carico per la nomina dei tecnici ?
In caso di occupazione d'urgenza preordinata all'esproprio (art. 22bis) come comportarsi, ai fini dell'emissione del decreto di espropriazione definitiva, qualora gli espropriati non accettano l'indennità offerta?
Come computare il periodo di durata dell'occupazione nel caso che il corrispettivo, previsto al comma 5 dell'art. 22bis, sia pagato dopo l'emissione del decreto di esproprio?
In quali casi si deve applicare il comma 7 dell'art. 26 del T.U., cioè la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica o sul Bollettino Ufficiale della Regione dell'ordinanza di pagamento diretto?
Quest'ente intende procedere, ai sensi dell'art. 22 del Testo Unico, all'emanazione e all'esecuzione del decreto di esproprio in base alla determinazione urgente dell'indennità di espropriazione. In tale caso, non essendo più possibile stipulare la cessione volontaria come previsto dall'art. 45 del Testo Unico, il proprietario che condivida la misura dell'indennità, nel termine di 30 giorni successivi l'immissione in possesso, ha diritto alle maggiorazioni previste dall'articolo stesso per l'espropriazione di terreni non edificabili?
Nell'ipotesi che i terreni da espropriare siano coltivati dal proprietario o da un soggetto diverso quando può essere riconosciuta la triplicazione o l'indennità aggiuntiva prevista all'art. 42 del T.U.?
Nel secondo caso l'indennità può essere riconosciuta. al proprietario, il quale ha l'onere di versarla al fittavolo o direttamente al fittavolo. In tal caso, con quali documenti il fittavolo deve dimostrare l'effettiva sussistenza del presupposto per ottenere tale indennità?
Dovendo approvare, nell'ambito di una procedura espropriativa, un progetto definitivo si chiede un parere in merito alla competenza (della giunta o del dirigente)?
Si chiede se in un comune è obbligatorio, per l'emissione dei provvedimenti previsti dal T.U., istituire l'ufficio per le espropriazioni e se tale ufficio debba essere unico?
Come evitare la doppia annotazione dei dati di esproprio presso i registri immobiliari?
In particolare si chiede se per i procedimenti espropriativi da avviare in attuazione di un PEEP, vigente alla data del 30 giugno 2003, continua ad applicarsi la vecchia normativa in applicazione della norma transitoria di cui all'articolo 57 del D.P.R. n. 327/2001, come modificato dal D.Lgs. n. 302/2002.